Ho trovato questo libro tramite un tweet di Ilaria Bifarini, l’autrice. Mi sono incuriosito subito per il titolo “Neoliberismo e manipolazione di massa: storia di una Bocconiana Redenta”, è stato con quel redenta che mi ha comprato.

Vedi, alle volte anche un tweet ti cambia la vita! Cioè … non è cambiato proprio nulla nel quotidiano! Faccio le stesse cose di sempre, e credo sia lo stesso per lei. Però voglio farti notare che un tweet, un semplice tweet ha generato una conversione! E per lo più, adesso lei si beccherà anche la pubblicità gratis. Ti pare poco?

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“Neoliberismo e manipolazione di massa” è rivolto a tutti coloro che vogliano affrontare un percorso di svelamento delle menzogne che si celano dietro l’attuale modello socio-economico. Rinnegando gli insegnamenti dell’Università “Bocconi”, dove si è formata come economista, l’autrice guida i lettori attraverso il proprio cammino di comprensione dell’inganno neoliberista. Sentiamo spesso parlare di neoliberismo, ma in modo confuso e approssimativo, per lo più stigmatizzato come la causa di tutti i mali attuali. Per capire appieno di cosa si tratti, è necessario scrollarsi di dosso le categorie tradizionali e adottare un approccio interdisciplinare. Tale teoria, infatti, non può essere compresa limitandosi a un’analisi economica, liquidata semplicisticamente come la supremazia totale del libero mercato e della concorrenza. Esso rappresenta piuttosto una scienza immanente, una teoria del tutto, che permea ogni aspetto della società contemporanea con la potenza di una religione. Attraverso la sua indiscussa egemonia, realizzata con un’abile e capillare propaganda, le élite sono riuscite a realizzare definitivamente il loro sempiterno progetto: dominare i popoli e le masse. L’economia è stata snaturata dalla sua natura di scienza sociale rivolta all’uomo e dal suo legame diretto con l’economia reale, virando verso la finanza che, nata come supporta all’attività di produzione, è divenuta il fulcro del sistema neoliberista. Perché un modello sempre più lontano dalla realtà potesse prendere il sopravvento si è operato attraverso un costante e invisibile lavoro di manipolazione dell’opinione pubblica, fino alla sua totale interiorizzazione. Il libro introduce la storia della psicologia delle folle, partendo dall’opera imprescindibile di Le Bon, studiata e amata dai grandi dittatori del Novecento, e di Bernays, nipote di Freud e inventore dell’ingegneria del consenso, fino allo sviluppo del capitalismo consumistico. Poste le premesse sociologiche e storico-culturali, viene analizzato lo sviluppo del pensiero liberista prima e neoliberista poi, inteso come una degenerazione del primo, attraverso il pensiero di Von Hayek e Milton Friedman. Il testo, che arriva ai giorni nostri, adotta un registro divulgativo e accessibile a tutti, con approfondimenti sia di carattere economico che filosofico, ma sempre estraneo a tecnicismi e sofismi accademici. Dopo aver condotto il lettore attraverso un cammino conoscitivo e introspettivo, l’autrice propone le proprie soluzioni per operare un cambiamento reale, a livello individuale e collettivo.

recensione libro ilaria bifarini

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